Lavorare Gentile, vivere gentile

Ci stiamo avvicinando al 31 e all’ 1 novembre, quando questo articolo sarà divulgato ufficialmente saranno già trascorsi. Per questo motivo vogliamo impegnare il tempo di chi vorrà leggerci con qualcosa che rispetti questo momento fatto di ricordi.

Rispettare, partiamo da questa parola. Come potrebbe esserci rispetto senza gentilezza?
Ma andiamo oltre, vi siete mai chiesti: cosa ci perdo a essere gentile?
Eppure quante occasioni abbiamo per esserlo e scegliamo di non farlo, più o meno consapevolmente.

In tempi non sospetti, quasi un anno fa, durante la cena aziendale che anticipa il Natale, Franco, presidente di Timenet, basò il suo augurio su due temi sintetizzati da due parole. Ci teneva che queste diventassero il caposaldo per quello che sarebbe stato il 2018: formazione e gentilezza.
L’Azienda cresceva e continua a crescere, qualcuno avrebbe potuto pensare che per tenere tutto sotto in riga e riuscire a gestire al meglio il cambiamento sarebbero serviti controllo, regole e rigore. Invece le parole d’ordine furono formazione e gentilezza.
Tutto questo un anno fa, mentre il 29 Ottobre scorso, su Il Sole 24 Ore, è uscito un articolo che titolava così: “Contro odio e rabbia riscoprire il valore “terapeutico” della gentilezza”.
Articolo che invito a leggere senza alcun dubbio!

Gentilezza e lavoro, cosa c’entra?

Lasciamo tutte le informazione sul movimento mondiale e altri aspetti all’articolo de Il Sole 24 Ore. Spiega molto bene il valore della gentilezza e tutti gli studi che ne comprovano l’utilità.
Partiamo dall’assunto che sia utile. Come si declina nella vita di tutti i giorni?
La prima cosa che mi è venuta in mente è il paragone che spesso si fa tra il business e la guerra.

  • Aziende in “lotta” tra loro.
  • Colleghi in “lotta” tra loro.
  • Dipendenti “intimoriti” dai superiori.
  • Ambienti lavorativi “coercitivi”Una sequela di termini che ben poco hanno a che rivedere con la gentilezza.

Vivere Gentile, lavorare gentile

Portare la gentilezza in Azienda vuol dire trasformare quanto scritto sopra in qualcosa del tipo:

  • Aziende in “competizione” tra di loro, quella sana, fatta di agonismo ma anche di rispetto. Bene impiegare il tempo pensando a come superare i nostri concorrenti, male usarlo per denigrarli. Se sono davanti a noi vuol dire che hanno fatto meglio qualcosa, studiamoli, cerchiamo la strada. Il punto non è ostacolarli o offenderli, il punto è superarli. Se sono dietro di noi occhio a non inciampare, rischio plausibile se passate il tempo a guardarvi alle spalle invece che in avanti.
  • Colleghi in “collaborazione” tra loro. Se un collega ha un problema aiutalo. Non stai perdendo tempo. Non stai togliendo niente a te stesso e al tuo lavoro. Verrà il giorno in cui anche tu avrai bisogno di aiuto e sarai felice di avere qualcuno che ti da una spinta. Se dai una spinta al collega in difficoltà forse tu impieghi mezz’ora ma lui quanto tempo guadagna? State entrambe lavorando per 1 Azienda, non per voi stessi.
  • Dipendenti “coinvolti” che la mattina sono felici di andare a lavoro. Se non sto bene alla mia scrivania, o dietro la maschera di una saldatrice, passerò le mie 8 ore pregando che finiscano. Niente concentrazione, niente propositività, niente evoluzione.
  • Ambienti lavorativi “stimolanti” che ti spingono a dare di più, non ti chiedono di dare di più. O meglio ancora pretendono che tu dia di più forti di un non si sa quale potere divino capace di smuovere tutto solo con le parole.

Gentilezza per combattere l’arroganza

Quelli sopra sono solo esempi, riflessioni d’impulso. Il perno a cui ruotando intorno è che la gentilezza ha un’intrinseca capacità di trasformazione. Può essere il motore per l’evoluzione delle vostre giornate e della vostra Azienda.
Ne è pieno il mondo di gente pronta alla rissa, l’unica cosa che riescono a fare è nascondere dietro un muro di violenza il mare delle loro insicurezze.

La scarsità di argomenti obbliga ad alzare la voce anche quando non ce n’è bisogno.

Parlare gentile permette di ascoltare. Ascoltare permette di comprendere. Comprendere permette d’imparare. Arroganza di rimando fa il paio con ignoranza, oltre che rima, e una persona che ignora quello che la circonda, difficilmente riuscirà a costruire qualcosa di solido.

Questo non vuol dire che le persona arroganti non avranno mai successo, ce ne sono a frotte. Ma le persone gentili abiteranno il mondo migliore che saranno riuscite a creare.

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